Gianfranco Tognarelli

GIANFRANCO TOGNARELLI dipinge figure essenziali in uno spazio coinvolgente,

di vitale mobilità, con una evidente simpatia di linguaggio fra figura e sfondo, che tendono sempre più a interferire, a complicarsi e a fondersi.

La conoscenza è distinzione, individuazione e nel contempo perdita dolorosa della totalità animistica e panica, che questo artista pare voler suggestivamente reintegrare.

La pittura di Tognarelli, nella fusione delle suddette componenti, sembra essere animata dalla nostalgia dell'indistinzione originaria, mentre la "norma della notte" tende a prevalere su quella discriminante del "giorno". Il colore è essenzialmente lirico-emotivo, mentre il coinvolgimento animistico è ulteriormente accentuato dalla pennellata igniforme e guizzante.

I titoli stessi delle opere sono indicativi, direi quasi sintomatici di tale profonda aspirazione alla fusione panica e alla totalità edenica: "Insieme verde", "Nel giallo", "Figura nel rosso", "Figura con fuoco". C'è una vivida e suscitante componente mitopoietica nella pittura di Tognarelli: e il mito, come il rito (nella fattispecie il rito dell'arte), riconduce alle origini indistinte, all'unità simbiotica del grembo «notturno».

E i temi metaforici della "notte", nel coessenziale "flauto panico" e della suggestione orfica sono, non a caso, presenti fin dagli inizi nell'opera di questo artista dal coinvolgente spirito' novalisiano.

 

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